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Terapie miofasciali neuromuscolari

È una tecnica di allungamento muscolare che prevede la partecipazione attiva da parte del paziente nel determinare la direzione, la durata e l’intensità dell’applicazione manuale del terapista. L’approccio miofasciale non si effettua sul paziente, ma insieme al paziente, stimolando in ultima analisi l’apprendimento di tecniche di autocorrezione. Le sedute di trattamento non devono seguire un rigido protocollo terapeutico pianificato unilateralmente dal terapista, ma si devono aggiustare in funzione alle risposte trasmesse dal corpo del paziente e dalle sensazioni verbalizzate dallo stesso. Si deve istruire il paziente a sentire e focalizzare razionalmente le sensazioni del suo corpo per dirigere la mano del terapista e assecondarne i movimenti. Quando paziente e terapista raggiungono un buon livello di conoscenza, fiducia e affiatamento, è difficile capire chi dirige e chi esegue le manovre correttive all’interno di una sessione di trattamento.

La terapia miofasciale non è finalizzata a ridisegnare l’allineamento del corpo seguendo un modello predeterminato di equilibrio: la priorità è comprendere se le posture e gli aggiustamenti assunti dal corpo sono i più economici e appropriati per una buona mobilità articolare, o non siano il frutto di dolori o restrizioni che ne limitano i movimenti. L’allungamento si applica a quei tessuti la cui tensione è eccessiva e protratta nel tempo, requisiti questi sufficienti per instaurare addensamento fibroso, retrazioni e conseguente perdita di fluidità nei movimenti. Le tecniche di allungamento sportivo comunemente usate, come lo stretching attivo, sono efficaci nell’incrementare l’allungamento globale degli elementi contrattili del muscolo, ma il rivestimento fasciale può non essere coinvolto dalle sollecitazioni applicate, specialmente se le posture vengono mantenute poco, se si effettuano piccoli rimbalzi o se la respirazione non è specifica. Come un elastico vecchio, la fascia si distenderà solo nei punti dove già possiede una buona capacità deformabile, ma le singole unità miofasciali retratte e congestionate rimarranno tali.